Una goccia nel mare magnum della comunicazione in continua evoluzione…

Abstract
Già da tempo ho pensato che insegnare lettere con gli strumenti del Web  potesse essere una bella sfida nella complessità semantica della comunicazione  e nel contempo potesse essere un tentativo di attenuare in qualche misura la dicotomia tra la vita scolastica, che stenta a star dietro alla velocità delle trasformazioni sociali, e la realtà esterna. Strumenti che cambiano, lingua che si evolve inevitabilmente… E mi ritrovo io stessa in maniera del tutto naturale a mixare elementi lessicali che provengono dall’ambito tecnologico: mi viene da sorridere pensando a chi dice che uso “ lingua postmoderna o sanguinetiana”, insomma una neolingua!  Questo potrebbe essere indice forse della pervasività tecnologica nella nostra vita e nella nostra cultura? Francamente io ho sempre fatto scelte, non le ho subite, comprese quelle linguistiche.  E come esplicito nei paragrafi successivi “Se le parole rappresentano il nostro mondo, la nostra cultura e la nostra società, è evidente che il nostro vocabolario contiene parole che ne sono il frutto”. E ora penso all’insegnamento/apprendimento dell’Italiano, partendo dall’idea che la tecnologia rappresenti un mezzo, una possibilità di innovare il nostro modo di far scuola, per motivare gli studenti e insieme aprirsi alla realtà in continua evoluzione, per svecchiare e potenziare l’insegnamento e nel contempo  valorizzare esperienze extrascolastiche e saperi informali. Vengono presi in considerazione quindi nell’oceanico mondo della Rete alcuni modi e mode della comunicazione  recente attraverso alcuni  strumenti interessanti (tutti sarebbe veramente eccessivo in questa sede!)  del Web applicati alla lingua italiana.

1. Scenario attuale
La tecnologia avanza inarrestabile e gli strumenti tecnologici incidono sempre più anche nella nostra vita quotidiana: la nostra lingua e il nostro modo di comunicare a più livelli, dal formale all’informale, testimoniano un’evoluzione esponenzialmente crescente e la screen generation (Rivoltella 2006) predomina. Il nostro lessico quotidiano in particolare evidenzia, attraverso neologismi di ogni sorta, tutti gli effetti delle trasformazioni in atto e dei nuovi modi e mode di comunicare: come testimoniano alcuni studi in materia (LinguaGiovani): verbi come downloadare,  uploadare, laggare, rammare etc.,  o nomi come web2.0 (Di Blas & Poggi 2010), web3.0 (Treccani on line),  wikipedia (Wikipedia 2011) e social network sono ormai di uso comune e sono utilizzati con grande disinvoltura dai nostri studenti, i “nativi digitali” che passano da uno strumento all’altro in maniera del tutto naturale.  La commissione AICA (AICA TIC) sui curricoli scolastici ha evidenziato che

la lista dei neologismi […] non è soltanto l’effetto di una moda, ma rappresenta una reale e sostanziale evoluzione del modo di organizzarsi, dell’usare strumenti […], del vivere nella società moderna.

I new millennium learners secondo le ricerche effettuate dall’ex INDIRE (Convegno OECD – ANSAS 2007), nel mutamento epocale che investe la nostra società, padroneggiano diversi linguaggi e hanno stili cognitivi disparati: la scuola, per offrire un’offerta formativa adeguata e correlata ai bisogni delle nuove generazioni, deve necessariamente integrare gli strumenti tecnologici nella didattica quotidiana, integrazione già peraltro fortemente sostenuta negli ultimi anni dal Ministero dell’Istruzione con il Piano nazionale di diffusione delle LIM (Lavagne Interattive Multimediali) e in particolare l’azione Cl@sse2.0 di Scuola Digitale (MIUR). Ed è proprio in questa azione che si inserisce anche una mia sperimentazione didattica relativa ad una classe seconda del primo biennio di scuola secondaria di II grado in cui insegnavo lettere nel 2010: era una quinta ginnasiale del liceo Motzo (sito web http://www.liceomotzo.gov.it), una delle sei scuole sarde selezionate dal MIUR nell’azione Cl@sse2.0.  Il tutto prevedeva un percorso di innovazione in aula dotata di strumenti tecnologici:  il percorso condiviso dal consiglio di classe era proprio focalizzato su mode e modi di comunicare oggi e toccava u po’ tutte le discipline. Nello specifico il lavoro di Italiano intendeva potenziare competenze di lettura passiva e attiva, fruizione e produzione linguistica, attraverso gli strumenti dell’allora Web2.0 che in qualche modo ne determinava l’evoluzione. Sono passati alcuni anni, ma l’impianto sperimentato può essere tranquillamente sfruttato ancora oggi: l’evoluzione linguistica procede e procede soprattutto senza sosta. Come si evolve la società così anche la lingua.

2. Breve quadro di riferimento EU
Già da tempo sentiamo parlare di Information Literacy e Media Literacy, due competenze intercorrelate che implicano l’integrazione della tecnologia digitale nella nostra formazione, inserite dall’UNESCO anche nel Curriculum for Teachers (UNESCO 2011). L’acquisizione di competenza digitale infatti da alcuni anni è oggetto di studio attento sia a livello europeo sia a livello nazionale: in particolare siamo giunti ad una definizione europea univoca di competenza digitale (Europa 2010): “la competenza digitale consiste nel saper utilizzare con dimestichezza e spirito  critico le tecnologie della società dell’informazione per il lavoro, il tempo libero e la comunicazione. Essa è supportata da abilità di base nelle TIC […]”. Si  parla quindi di conoscenze, abilità e attitudini essenziali legate alla competenza  digitale e si rimarca l’importanza di acquisire consapevolezza nell’uso della tecnologia nella vita quotidiana, nella gestione delle informazioni, nell’uso di Internet: questi sono gli obiettivi da raggiungere a livello europeo per ogni società, implementati  dagli anni ’90 del secolo scorso ad oggi attraverso diverse azioni, atti e strategie tra cui la recente Agenda Digitale (Obiettivi ET 2020) oltre alla mappatura delle competenze chiave OECD (PISA e Framework DeSeCo 2006). Su questi aspetti quindi concentriamo l’attenzione: la capacità di  cercare, raccogliere e trattare le  informazioni e di usarle in modo critico  e sistematico, facendo un uso corretto della lingua ovviamente.. E’ fondamentale quindi saper usare gli strumenti per e sull’informazione, ma in particolare,  se aggiungiamo  le tecnologie, queste dovranno “portare” i nostri studenti all’autonomia critica e alla creatività, con un utilizzo (mi auguro) sempre più responsabile.

3. L’Italiano nella scuola…
Un piano di lavoro di Italiano del primo biennio superiore  (con assolvimento dell’obbligo scolastico), come da normativa (Archivio istruzione) richiede che lo studente padroneggi il lessico, conosca le regole della morfologia e della sintassi, sappia elaborare testi di varia tipologia in diversi contesti d’appartenenza e per diversa destinazione, sappia rielaborare e presentare in maniera critica e autonoma. In questo quadro disciplinare trovano posto anche le competenze digitali con aspetti cognitivi, metacognitivi e trasversali, nell’ottica del creare, condividere e socializzare il sapere. In ambito europeo diversi sono i sostenitori: il pensiero di E. Morin (Morin) in particolare rimarca l’importanza che le giovani generazioni affrontino la complessità della realtà, J. Delors (Delors 1993) e  E. Cresson (Cresson 1995) evidenziano come fattori determinanti nella formazione dell’individuo  flessibilità, dinamicità e innovazione. Nel curricolo nazionale per l’italiano facciamo riferimento all’Asse dei linguaggi (Assi 2007) e alle Indicazioni Nazionali (2012) ai quali si correlano le competenze chiave di cittadinanza. E’ evidente come i principi citati si associno a Information Literacy e a Media Literacy: l’UNESCO (Information Literacy 2007) indica in particolare l’Information Literacy come uno dei campi essenziali cui i docenti delle scuole di ogni ordine e grado devono far riferimento per consentire agli studenti di sviluppare competenze graduali: la capacità di selezionare nella miriade di contenuti disponibili e di rielaborarli criticamente è essenziale.

4. … L’Italiano 2.0: verso una forma mentis tecnologica?
Se le parole rappresentano il nostro mondo, la nostra cultura e la nostra società, è evidente che il nostro vocabolario contiene parole che ne sono il frutto: il sistema della conoscenza e l’espressione linguistica ad essa correlata, il Web2.0 nella nostra epoca, orienta sempre più gli utenti verso un sapere collaborativo e condiviso, personalizzato e continuamente aggiornato in cui ognuno può interagire con immagini e audio senza che il testo perda importanza, anzi – a parere della scrivente -ne viene enfatizzato.

Da qui nasce la scelta di lavorare con e per l’Italiano 2.0, o meglio correlato al Web, nel nostro contesto scolastico, mirando a potenziare le competenze linguistico-espressive degli studenti e ad integrare gli strumenti tecnologici nella didattica. Ma come è possibile conciliare la comunicazione tipica del Web (che si evolve assai velocemente) con le competenze linguistiche (in primis lessicali, grammaticali e testuali) richieste ai nostri ragazzi alla fine del percorso scolastico? La comunicazione inerente al Web attuale è specchio dei tempi: utilizzarne gli strumenti e le risorse può rappresentare un modo per avvicinare anche l’insegnamento/apprendimento linguistico alla realtà e alle esigenze formative del territorio, ma può essere anche un valido supporto per potenziare le conoscenze  e far crescere il sapere individuale, valorizzando la creatività personale e nel contempo avviando una riflessione metacognitiva sul processo formativo messo in atto. Anche l’azione che ho intrapreso tempo fa nel percorso di Cl@sse2.0 era incentrata su un’innovazione metodologica di stampo costruttivista; venivano valorizzati l’apprendimento per scoperta, l’apprendimento collaborativo e in genere i diversi stili di apprendimento degli studenti. L’approccio disciplinare quindi viene modificato rispetto ai canoni  tradizionali degli attori del processo formativo (docente/studenti) in quanto i discenti sono resi attivi,  operano in modalità euristica e nel contempo costruiscono insieme gradatamente nuove forme del sapere. Sono state scelte  infatti risorse tecnologiche del  Web2.0  per il loro “valore aggiunto” (Calvani 2005) in base a: coerenza progettuale e rispondenza obiettivi/competenze/strumenti/personalizzazione dell’attività; conoscenza  dei principi di Information Literacy ed educazione alla Media Literacy, per arrivare ad essere rispettivamente buoni fruitori delle informazioni (di  cui il WEB abbonda)  e consapevoli produttori del sapere. Docente e studenti in particolare assumono in tale contesto nuovi ruoli nel processo di insegnamento/apprendimento ed instaurano dinamiche nuove nell’aula tecnologica in cui operano: riporto sotto alcune tra le azioni dei due attori del processo formativo che ritengo più significative:

Il docente

  • Facilita il percorso, motiva e stimola la curiosità, fa conoscere nuove modalità di comunicazione
  • Valorizza i diversi stili di apprendimento
  • Sviluppa autonomia e cooperazione
  • Introduce principi essenziali di Information Literacy e Media Literacy
  • Orienta ed educa all’uso degli strumenti
  • Integra gli strumenti tecnologici nella didattica quotidiana

Gli studenti

  • Interpretano e rielaborano criticamente le informazioni
  • Elaborano e condividono idee
  • Partecipano alla creazione comune del sapere
  • Acquisiscono responsabilità e consapevolezza comunicativa
  • Fruiscono e/o producono a livello individuale e/o collettivo attraversi strumenti tecnologici.

La scelta quindi di operare nella direzione sopra descritta tiene conto comunque dei potenziali benefici delle risorse del Web2.0: nella figura n. 1 è riportato uno schema orientativo (Bennato 2008) che può essere realmente condiviso, ma anche personalizzato e adattato ai diversi contesti scolastici in cui possiamo operare. Il principio che gli strumenti non possono (o meglio non devono) sostituire, ma integrare l’attività didattica per migliorare il processo formativo merita sicuramente riflessione da parte di tutti i soggetti coinvolti nella vita scolastica. E continuo a sostenere che tecnologia è mezzo, non fine.

Figura 1: Web2.0 e didattica

5. Strumenti WEB2.0 e ss. per l’Italiano

Le risorse on line di cui dispone il Web  per lavorare con l’Italiano sono numerosissime: prendo in esame prevalentemente quelle gratuite, intuitive nell’utilizzo, che non richiedono installazione  (fruibili on line) e consentono di salvare e/o esportare il lavoro in comodi formati standard. Sta al docente selezionare gli strumenti che ritiene più congeniali alla classe e le soluzioni più praticabili per raggiungere gli obiettivi prefissati. Gli strumenti del Web2.0 possono infatti validamente contribuire nello studio dell’italiano a livello lessicale e testuale in genere: nella tabella 2 indico alcune risorse (potremmo inserirne tante altre, ma ho dovuto fare delle scelte ovviamente!), con relativi obiettivi didattici.

Aree con strumenti  e obiettivi didattici correlati

a. LESSICO

  • Storm (brainstorming) = padroneggiare il lessico
  • Thesaurus visuale = creare un campo semantico
  • Worlde cloud
    Tagul  e Wordle  = dare rilevanza semantico-visuale nel contesto elaborato (text cloud effect)
  • Summazer = esplorare il testo per riassumere…
  • Wikimindmap = gerarchizzare le informazioni e mapparle
  • Etimo = analizzare le origini dei lemmi
  • Lemmario = associare lemmi/ rappresentazioni iconografiche filmiche etc
  • Impari: strumenti vari sono disponibili integrati nella piattaforma IMPARI = Operare su lingua e testualità a più livelli


b. PRATICA TESTUALE

Blog = creare testi,  condividere contenuti, esprimere opinioni personali, confrontare/rielaborare informazioni
Wiki = creare  testi brevi e significativi su una determinata tematica individualmente e/o a più mani con scrittura collaborativa

c. MODALITÀ DI NARRAZIONE…

Podcast

Video

Altri strumenti

Potrei continuare ancora, ma devo fermarmi (le risorse disponibili sono un mare magnum!).

Come si può facilmente evincere dalle indicazioni riportate precedentemente, gli strumenti segnalati enfatizzano particolarmente l’aspetto visuale della conoscenza: personalmente ritengo che marcare tale aspetto nell’ambito linguistico, con strumenti di forte impatto visivo (LIM o altro schermo), possa essere molto utile per dare ordine e chiarezza alle idee e favorire un apprendimento sempre più significativo.

6. Risorse Web…: un esempio di utilizzo

Di seguito propongo di testare l’uso di alcune risorse del Web per l’Italiano, sfruttandone le potenzialità  nella didattica curricolare. Anche qui ho dovuto fare una scelta e mi sono limitata! Gli step riportati possono essere adattati e personalizzati per diverse esigenze; nelle figure sotto i paragrafi si visualizzano i risultati delle attività: il docente guida in classe l’attività degli studenti che cooperano e cocreano conoscenza.

1) Scegliamo l’argomento della lezione e mettiamo insieme le nostre idee (attività di brainstorming) con la risorsa STORM  in cui ciascuno potrà visualizzare la propria proposta, come nella figura sotto. Salviamo l’attività svolta in una cartella ad hoc precedentemente creata.

 

2) Completato il brainstorming, scegliamo insieme le parole chiave. Creiamo quindi un campo semantico sulla/e parola/e più significative scelte con la risorsa on line  Thesaurus visuale. Nel servizio gratuito salviamo i campi creati con cattura immagine (è ammesso con l’opzione share del menu anche l’invio  per email del formato .gif del file) nella nostra cartella e  qualora tali campi siano ritenuti non esaurienti implementiamoli, importandoli e.g. in un formato compatibile sulla LIM.

3. Con i materiali realizzati dalle attività precedenti scriviamo con un editor a scelta un testo non eccessivamente esteso (tipologia argomentativa o altro) che contenga le parole più significative individuate. Mappiamo quindi visualmente e/o interattivamente (rilevanza semantica) il nostro testo: possiamo creare un worlde cloud interattivo con Tagul oppure un wordle cloud con Wordle. Salviamo i lavori sempre nella nostra cartella.

4. Esploriamo ora il testo realizzato e operiamo con il riassunto fornito da  SUMMARIZE ; scegliamo le percentuali di sintesi e verifichiamo i risultati nel passaggio di rilevanza semantica. Salviamo i risultati dell’attività nella nostra cartella. Le sintesi ci serviranno per abituarci a scrivere i post di un blog di classe.

5. A questo punto creiamo una mappa concettuale con WIKIMINDMAP.  Salviamo ed esportiamo la mappa per implementarla e/o riutilizzarla a piacere anche con la LIM che ne consentirà la socializzazione e la condivisione per tutta la classe.

 

7. Ogni studente può creare, anche come verifica del percorso, una narrazione, sull’argomento prescelto. Nei paragrafi precedenti ci sono i link a tante risorse e relative possibilità di scelta.  La risorsa WriteComics Strip on line  è accattivante, userfriendly e non richiede registrazione: consente di creare vignette/fumetti molto simpatici! Ricordiamo di salvare il lavoro che potrà essere socializzato e/o modificato a piacere  anche con LIM eventualmente. Tutti gli oggetti creati, che documentano le attività svolte, potranno essere volta per volta inseriti in un blog di classe o in un padlet ad hoc. Il Blog della classe (classeduepuntozeromotzo) che ha sperimentato qualche anno fa il percorso completo si trova on line all’url http://classeduepuntozeromotzo.blogspot.it/.

7. Conclusioni

Il lavoro presentato non ha alcuna pretesa di esaustività: è una piccola goccia nel mare magnum del Web  poiché il campo (già vastissimo) è sempre in continua evoluzione. La Rete indubbiamente è ricca di tanti spunti e offre una miriade di opportunità a coloro che vogliono operare anche nella didattica con le risorse e lo stile del Web2.0 o altro. Gli obiettivi specifici descritti nel contesto sono stati mirati e accompagnati da una libera scelta di strumenti, che mi accompagna da tempo, col pensiero rivolto sempre alla meta da raggiungere: innovare consapevolmente, usare correttamente, produrre proficuamente. Tanto si può fare ancora, ma il pensiero che guida nel tempo e da tempo i miei lavori tecnologici da appassionata del settore è usiamo consapevolmente per non essere inconsapevolmente usati.

Bibliografia ragionata

Nel realizzare il lavoro L’Italiano nell’era del WEB2.0 o 3.0… tra modi e mode per comunicare sono stati presi in esame alcuni studi e diverse risorse di Internet che reputo significativi e funzionali al mio ambito operativo, puntando sulle trasformazioni sociali in atto e sulla gestione dell’informazione/conoscenza con le tecnologie. Le risorse della Rete sono esplicitate nella  sezione dedicata alla Sitografia, di seguito invece si citano  gli studi specifici sui quali si è concentrata l’attenzione per l’inquadramento generale del fenomeno:

Faiella F. (2010). Apprendimento, tecnologia e scuola nella società della conoscenza. TD-Tecnologie Didattiche, 50, pp. 25-29, offre una panoramica molto interessante su quanto accade nei nuovi ambienti di apprendimento/insegnamento.

Di Blas  N. & Poggi C. (2009) Comunicazione e comunicazione e Nuove Tecnologie. Aspetti sociologici dell’avvento delle innovazioni nella comunicazione, DOL: Milano approfondiscono gli aspetti sociologici del fenomeno nel relativo modulo DOL.

Biondi G. (2008) A scuola con la Lavagna Interattiva Multimediale, Firenze: Giunti  delinea un quadro preciso ed esauriente sulle potenzialità didattiche della LIM e relativa integrazione nella didattica.

Rivoltella C. (2006) Screen Generation. Gli adolescenti e le prospettive dell’educazione nell’età dei media digitali, Milano, Vita e Pensiero approfondisce l’impatto degli strumenti  sulle nuove generazioni.

Sitografia

1.Scenario attuale

  • Wikipedia: la grande enciclopedia collettiva all’url http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia


2. Riferimenti EU

  • UNESCO2011: il Curriculum dei docenti con Media e Information literacy
  • Obiettivi ET 2020: le conclusioni del Consiglio del 12 maggio 2009 su un quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell’istruzione e della formazione

       

3. Italiano nella scuola 


4. Italiano 2.0

 

L'Autore


Annarella Perra
Insegno lettere classiche, adoro sperimentare nuove modalità didattiche e sono appassionata di ICT (Perfezionamenti post lauream, Master sulle Tecnologie e affini, Pubblicazioni etc. non sono mancati nel mio percorso): da questo è nato il binomio europeo ICT&Classics cui sono particolarmente legata (2003 - 2008, CIRCE Project - Università di CA e Bruxelles). Mi occupo di formazione iniziale e in servizio dei docenti ormai da molti anni nell'ambito umanistico e tecnologico e dico sempre che "semino e dissemino innovazione", tenendo presente che tecnologia è mezzo, non fine! Le mie sperimentazioni si trovano on line https://annarepr.wordpress.com/
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