Una breve descrizione

di Rudi Bartolini, Ricercatore Indire

Avanguardie Educative è un movimento d’innovazione aperto a tutte le scuole italiane che intende portare a sistema le esperienze più significative di trasformazione del modello organizzativo e didattico della scuola: un modello ancora prettamente trasmissivo, non più adeguato a rispondere alle sfide della società della conoscenza.

ll Movimento nasce a novembre 2014, grazie all’iniziativa congiunta di Indire – istituto che da oltre 90 anni accompagna l’evoluzione del sistema scolastico italiano – e di un primo gruppo di 22 scuole fondatrici impegnate in esperienze didattiche innovative. L’atto fondativo è stato la sottoscrizione del Manifesto delle Avanguardie Educative, documento strategico culturale che si apre con queste parole:

«Le Avanguardie Educative sono un movimento di innovazione che porta a sistema le esperienze più significative di trasformazione del modello organizzativo e didattico della scuola. Un movimento aperto alla partecipazione di tutte le scuole italiane che lavorano ogni giorno per trasformare il modello tayloristico di una scuola non più adeguata alla nuova generazione di studenti digitali, e disallineata dalla società della conoscenza».

Vengono sottolineati sia gli obiettivi del Movimento – la trasformazione del modello tradizionale del fare scuola e la messa a sistema delle esperienze innovative – sia la sua natura: un movimento che nasce “dal basso” e si apre alle esperienze che emergono dal territorio. Scopo delle Avanguardie Educative è infatti creare le condizioni per riconoscere queste esperienze, validarne la maturità e portarle a sistema in modo che possano essere replicabili in contesti diversi. Evitando così, come troppo spesso accade, che rimangano confinate in ambiti particolari o legate a iniziative contingenti.

Il Manifesto si articola in sette orizzonti verso cui tendere per innovare la scuola, qui li riportiamo in forma sintetica:

  •  Trasformare il modello trasmissivo della scuola: oltre l’erogazione della lezione dalla cattedra verso modalità di apprendimento attivo, anche con l’ausilio di simulazioni, giochi didattici, attività “hands-on”.
  • Sfruttare le opportunità offerte dalle ICT e dai linguaggi digitali per supportare nuovi modi di insegnare, apprendere e valutare: le ICT non sono né ospiti sgraditi né protagonisti, sono opportunità che consentono di personalizzare i percorsi di apprendimento, rappresentare la conoscenza, ampliare le fonti del sapere, condividere e comunicare.
  • Creare nuovi spazi per l’apprendimento: la fluidità dei processi comunicativi innescati dalle ICT si scontra con ambienti fisici non più in grado di rispondere a contesti educativi in  continua evoluzione, e impone un ripensamento degli spazi e dei luoghi in cerca di soluzioni flessibili, polifunzionali, modulari e facilmente configurabili in base all’attività svolta.
  • Riorganizzare il tempo del fare scuola: il superamento di steccati rigidi come il calendario scolastico, l’orario delle lezioni e la parcellizzazione delle discipline in unità temporali minime distribuite nell’arco dell’anno scolastico può avvenire tenendo conto della necessità di una razionalizzazione delle risorse, di una programmazione didattica articolata in segmenti, unità e moduli formativi, della possibilità che le ICT favoriscano nuove modalità e tempi di apprendimento.
  • Riconnettere i saperi della scuola e i saperi della società della conoscenza: l’espansione di Internet ha reso la conoscenza accessibile in modo diffuso; non solo il patrimonio di fatti e nozioni (una volta monopolio esclusivo di pochi) oggi è aperto alla comunità e ai cittadini, ma la società contemporanea valorizza competenze nuove, difficilmente codificabili nella sola forma testuale e nella struttura sequenziale del libro di testo.
  • Investire sul “capitale umano” ripensando i rapporti (dentro/fuori, insegnamento frontale/apprendimento tra pari, scuola/azienda, ecc.): una scuola d’avanguardia è in grado di individuare (nel territorio, nell’associazionismo, nelle imprese e nei luoghi informali) le occasioni per mettersi in discussione in un’ottica di miglioramento, per arricchire il proprio servizio attraverso un’innovazione continua che garantisca la qualità del sistema educativo.
  • Promuovere l’innovazione perché sia sostenibile e trasferibile: obiettivo delle scuole d’avanguardia è individuare l’innovazione, connotarla e declinarla affinché sia concretamente praticabile, sostenibile e trasferibile ad altre realtà che ne abbiano i presupposti.

Ogni scuola che decide di aderire ad Avanguardie Educative sottoscrive questi principi. Oggi il Movimento, a distanza di circa due anni dalla sua nascita, conta oltre 570 scuole aderenti sparse sull’intero territorio nazionale.

Per approfondire:

Sito web del Movimento delle Avanguardie Educative
Manifesto delle Avanguardie Educative

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