il docufilm realizzato per i 90 anni di INDIRE

di Giuseppe Moscato, Ricercatore Indire

L’idea di raccontare una scuola italiana che rappresentasse la migliore tradizione innovativa, nasce durante l’allestimento della mostra “Radici di Futuro” che celebra i 90 anni di INDIRE. Per quella occasione fui incaricato di realizzare un servizio fotografico, con l’obiettivo di  raccogliere quelle testimonianze di innovazione presenti nella scuola italiana del nuovo millennio. Le foto esposte nella mostra curata dalla ricercatrice Pamela Giorgi, raccontavano un arco di esperienze che partivano dal 1925 (http://www.indire.it/home/storia/) fino ai giorni nostri. Durante la programmazione di questo servizio è maturata l’idea di raccogliere testimonianze anche in versione video, attraverso lo strumento dell’intervista.

Si pensa così di raccontare alcune esperienze nell’ambito della scuola primaria per cercare di ripercorrere i periodi più importanti nei quali la nostra scuola ha vissuto il vento dell’innovazione.

Oltre alla “scuola del fare” attraverso alcune stupende fotografie estratte della Mostra “La scuola di Mario Lodi”, gentilmente concesse dalla figlia Cosetta, ho potuto contare sulla preziosa testimonianza di Giancarlo Carotti, ex alunno di Don Lorenzo Milani. A completare il cosiddetto quadro storico, il contributo di un gruppo di insegnanti ormai in pensione della scuola Niccolini di Firenze che hanno insegnato tra gli anni sessanta e gli anni ottanta. Fin qui la proposta di un punto di vista raccontato al passato. Il ponte tra passato, presente e direi futuro è nella voce di Maddalena Tedeschi, una pedagogista del Comune di Reggio Emilia che da anni segue in prima persona l’esperienza di Reggio Children, la scuola ispirata al pensiero pedagogico di Loris Malaguzzi. A seguire tre esperienze: la classe di una scuola pubblica che pratica la didattica montessoriana, una classe 2.0 del modenese e infine ho intervistato due ragazzi miei ex alunni della scuola primaria di cui sono stato maestro circa 25 anni fa. Insieme abbiamo cercato di capire se l’esperienza scolastica vissuta durante l’infanzia può segnare il nostro futuro.

Sono diversi gli elementi di riflessione che la visione di questo docufilm può offrire. Mi limito in questa sede a dire che pur avendo sollecitato una riflessione esplicita sulla dimensione pedagogica, ho tentato di far emergere i fattori emotivi che caratterizzano il rapporto del docente con i propri alunni in un periodo della vita che è quella del bambino.

Se un lato della medaglia ci propone la scuola come luogo asettico, freddo, fatto di silenzi e di voci solitarie, il racconto insiste sull’altro lato, quello dell’incontro, dello scambio, dell’ascolto, dell’apprendimento e del gioco, un luogo insomma dove si può stare bene.

Le esperienze raccontate in questo docufilm testimoniano come sia possibile vivere la scuola come fosse una seconda casa, come diceva Mario Lodi, “l’insegnante non può promuovere lo star bene a scuola se lui stesso non ci sta bene”.
Questo lavoro è stato presentato al festival della didattica di Lucca per la prima volta ed è stato proiettato usando la formula del dibattito dopo la visione. Le riflessioni non sono mancate, così come non è mancata l’emozione.
Voglio ringraziare ancora una volta tutte le persone che hanno reso possibile tutto questo, che assicuro, non sono state poche.
Chiunque volesse proporre la visione del docufilm per riflettere e ragionare sui temi dell’innovazione con la formula del dibattito, presso una scuola o in uno spazio culturale adeguato, prendiamo in considerazione la possibilità di farlo compatibilmente con gli impegni già presi. Per questa eventualità potete scrivere a Giuseppe Moscato

La ricerca dell’INDIRE sull’Innovazione Scolastica

la ricerca dell’Indire sulle architetture scolastiche

Pamela Giorgi, Rivoluzionare la didattica tradizionale: l’esperienza di Don Milani

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