Davide Tonioli risponde alle nostre domande sul presente e il futuro di Fidenia.

Intervista a Davide Tonioli, ideatore della piattaforma Fidenia.

Quando è nata Fidenia e perché, quanto è cresciuta da allora?
Fidenia è stata lanciata a maggio del 2014, dopo un intenso periodo di analisi, sviluppi e test. Abbiamo quindi compiuto recentemente 3 anni di attività. In realtà, da quel 2014 la piattaforma è cambiata moltissimo, sia in termini di navigabilità, di grafica e, soprattutto, di funzionalità e contenuti che abbiamo man mano inserito nel corso degli anni. L’idea iniziale era quella di creare una community sul mondo scuola, con un’impronta fortemente social: l’evoluzione è stata quella di rendere Fidenia sempre più uno strumento di lavoro per l’insegnante, pur senza perdere il suo connotato “social” e garantendo un ambiente protetto e specifico per la didattica.
Quale è stata la risposta degli insegnanti, degli studenti e degli istituti?

L’accoglienza è stata subito molto favorevole, tanti docenti nelle primissime settimane di “vita” di Fidenia si sono iscritti al portale e hanno iniziato a inviarci i loro feedback. Abbiamo quindi dedicato quell’estate ad “aggiustare il tiro”, di modo da poter avere per l’inizio dell’anno scolastico 2014/15 una piattaforma effettivamente utile e funzionale per le scuole. In questo modo, nel settembre del 2014  oltre ai docenti sono cominciati ad arrivare gli studenti, che come è noto possono accedere a Fidenia senza email, con un semplice codice, pertanto la procedura di creazione e organizzazione delle proprie classi virtuali è decisamente rapida.

Il successo di Fidenia evidentemente dipende anche dal fatto che, oltre ai docenti, anche gli studenti hanno trovato utile avere un social network didattico dove ritrovare risorse e informazioni relative alle attività svolte in classe: il risultato è che ad oggi sono oltre 230.000 gli utenti registrati in piattaforma. Per quanto concerne gli istituti, vediamo che in tanti casi l’utilizzo di Fidenia non è più l’iniziativa isolata di qualche docente di una determinata scuola, ma viene intrapreso a livello di istituto, grazie anche al nostro supporto, all’organizzazione di incontri formativi, a strumenti specifici per le scuole. Infine, con il tema degli Animatori Digitali, Fidenia è stata molto utilizzata come strumento dell’AD per seguire o anche per intraprendere corsi di formazione.

Immagino che abbiate studiato e continuiate a seguire l’evoluzione di altre piattaforme simili quali Edmodo, Google Classroom, quali sono gli aspetti simili e le differenze con Fidenia? Che cosa vi fanno notare gli utilizzatori a proposito di questo confronto?

Lo studio di piattaforme analoghe, soprattutto estere, è stata una fase fondamentale di Fidenia e lo è tuttora. È evidente che determinati meccanismi (relativamente alla creazione di classi e gruppi virtuali, alla condivisione di risorse, all’organizzazione dei contenuti in bacheca) si ritrovano nelle varie piattaforme, magari con scelte funzionali diverse.

Ovviamente, i due portali da te citati sono progetti molto vasti e internazionali: noi al momento con Fidenia ci concentriamo sulla scuola italiana, cercando di sviluppare funzionalità e integrazioni specifiche per le esigenze dei docenti che conosciamo. Ad esempio, abbiamo integrato gli strumenti del Centro Studi Erickson per la parte di didattica inclusiva, stiamo inserendo vari contenuti di editori italiani e studiando nuove integrazioni con realtà che si occupano ad esempio di alternanza scuola-lavoro o di prestito digitale bibliotecario.

Inoltre, vi sono due strumenti che credo facciano la differenza di Fidenia rispetto a piattaforme analoghe: uno è QuestBase, il nostro software per creare questionari con possibilità di personalizzazione davvero uniche; l’altro è ePubEditor, il prodotto di Francesco Leonetti per creare ebook multimediali e interattivi, anche con i propri studenti.

Vi sono poi molti docenti che apprezzano in qualche modo l’italianità del nostro progetto e, soprattutto, l’assistenza che ricevono per ogni richiesta e l’ascolto che facciamo dei loro suggerimenti per migliorare sempre più il portale. In definitiva, ci rende molto orgogliosi essere citati costantemente assieme ad altri famosi “social learning” internazionali, anche se chiaramente la sfida è quella di trovare sempre nuove idee e funzionalità per differenziarci il più possibile.

Quali miglioramenti/cambiamenti vi vengono richiesti maggiormente (anche per questbase)?

Il miglioramento in assoluto che ci viene più richiesto è relativo alla app. Al momento, esiste infatti una app di Fidenia che tuttavia ha funzioni molto limitate. Per questo motivo, il grosso sviluppo di quest’anno è proprio quello di creare una nuova app per smartphone e tablet, Android e iOS, che abbia tutte (o quasi) le funzionalità del portale, e che quindi sia davvero utile. Ci siamo quasi, entro agosto e comunque entro l’inizio del prossimo anno scolastico lanceremo la nuova app, se riusciamo anche prima! Vi aggiorneremo comunque per tempo.

Parallelamente stiamo inserendo altre funzionalità e migliorando alcuni aspetti di quelle esistenti, anche grazie ad un vasto sondaggio che abbiamo lanciato all’inizio dell’anno scolastico su Fidenia. Anche lato QuestBase vi sono molte migliorie in corso, ad esempio per ampliare la tipologia di domande attualmente esistenti. Una volta lanciata la nuova app di Fidenia, inoltre, il passo successivo sarà quella di integrarla con la app di QuestBase.

Come si evolveranno nel prossimo futuro Fidenia e Questbase?

Fidenia, che è partita come piattaforma molto “social”, pian piano si sta orientando sempre più verso l’aspetto dell’e-learning. Si tratta di un’evoluzione che in qualche modo è stata agevolata dal fatto che, oltre alle scuole, varie università (ad esempio il CREMIT dell’Università Cattolica) così come vari enti di formazione hanno iniziato ad utilizzare il nostro portale per progetti di didattica online, con determinate esigenze in termini di analytics, gestione delle presenze, reportistica, ecc..

Sul versante scuola, come anticipato l’evoluzione riguarderà principalmente l’inserimento di strumenti e contenuti utilizzabili dai docenti nelle proprie classi virtuali. Tra l’altro, il 25% dei nostri utenti è relativo alla scuola primaria, per cui stiamo studiando funzionalità specifiche per questo tipo di scuola.

QuestBase segue un percorso evolutivo tutto suo. Essendo uno strumento molto utilizzato anche in ambito universitario ed aziendale, ad esempio per la formazione del personale, l’idea continuerà ad essere quella di renderlo sempre più flessibile alle esigenze di chi debba somministrare un questionario nei suoi vari ambiti di possibile utilizzo.

Come si integrano i due aspetti di Fidenia, una piattaforma per la didattica e uno strumento di gestione per le scuole?

Fidenia è innanzitutto uno strumento per il docente, che in autonomia può creare le sue classi virtuali, far iscrivere gli studenti, condividere risorse, assegnare verifiche e, se vuole, partecipare a gruppi anche con altri docenti. Vi è poi un secondo livello di utilizzo, che non esclude il primo, in cui è la scuola che eventualmente può entrare in Fidenia per avere un proprio spazio “social” dal quale condividere eventi, informazioni, contenuti a livello di istituto. Fidenia può quindi diventare a tutti gli effetti il “social” dell’istituto, e a questo livello  può essere interessante coinvolgere i genitori che, oltre a seguire gli aggiornamenti della scuola, possono creare gruppi di condivisione tra di loro.

Ovviamente la scuola può inoltre gestire in maniera più agevole i propri docenti e studenti, importandoli ad esempio in maniera massiva e organizzandoli in classi tramite un apposito gestionale, per far trovare ai propri utenti un ambiente già pronto all’utilizzo.

Quale è la vostra idea di apprendimento/insegnamento, esiste una filosofia alla base che vi guida?

A dispetto della mia laurea in filosofia, in ambito didattico cerco sempre di teorizzare il meno possibile e di ascoltare gli esperti in materia, che non mancano ;)… A tal fine seguo con attenzione l’intenso confronto sui vari modelli didattici che avviene in rete, su blog e riviste come questa ma anche in numerosi incontri in presenza, sia quelli più istituzionali che quelli organizzati direttamente dai docenti (ad esempio, il recentissimo e davvero prezioso Meeting di Insegnanti 2.0 e Docenti Virtuali a Lucca vedi presentazione).

Da queste occasioni sono arrivati molti spunti per migliorare Fidenia. È chiaro che il nostro è solo uno strumento, tra i tanti attualmente disponibili per i docenti, che nella sua semplicità può andare bene sia per le sperimentazioni più avanguardiste che per modelli un po’ più tradizionali. Evidentemente, l’insistere sugli aspetti della collaborazione, del “social” protetto, degli strumenti e contenuti condivisi, denota anche un’attenzione da parte nostra nell’incentivare sempre più un rapporto tra docente e studente che sia incentrato sulla condivisione.

Altro aspetto importante, al quale curiosamente non avevamo pensato ma che ci è stato “rivelato” da diversi docenti: strumenti come Fidenia, che a tutti gli effetti sono dei social network anche se protetti, possono educare gli studenti all’utilizzo dei social network più generici, in termini di educazione alla comunicazione ma anche di attenzione ai comportamenti scorretti in rete.

Leggi l’articolo sul corso “Classe virtuale con Fidenia”

L'Autore


Simona Ilot
Insegno lingue. Sono appassionata di computer, didattica digitale, programmazione e vari.
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